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Che aspetto avrà il nostro giardino domani, quando saremo in pensione?

Troppo spesso, affrontiamo il futuro in modo frammentato, dividendolo in compartimenti stagni, oggi ci concentriamo sulla pensione, domani sulla salute, dopodomani sulle relazioni, senza preoccuparci di integrare tutti questi aspetti in un unico sistema coerente. È come se un giardiniere piantasse un albero senza considerare lo spazio che occuperà o la luce che sottrarrà ai fiori vicini. La verità è che la serenità futura forma un ecosistema unico e interconnesso: ognuno di noi allora dovrebbe immaginare di avere un terreno e di disporre di cinque tipi di semi fondamentali, ognuno dei quali svolge una funzione specifica e richiede cure mirate. Con un'impostazione "agricola" così semplice, diventa più facile comprendere l'approccio da tenere nella propria pianificazione pensionistica per gestirla al meglio delle proprie possibilità. Vediamo ora i cinque elementi da utilizzare per arricchire il nostro "giardino del futuro".

 

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La Quercia Secolare: la pensione pubblica (Inps o Cassa Professionale).

E' la base solida, cresce lentamente ma offre ombra e stabilità.

La pensione pubblica fino a qualche anno fa aveva un ruolo da protagonista nelle decisioni di lasciare il lavoro. Raggiunto il traguardo previsto, il discorso era chiuso. Oggi, invece, il traguardo è più lontano, più complicato. Bisogna prendere in mano la situazione per tempo, verificare che tutto sia in ordine, individuare l'assegno su cui puntare, tenere un atteggiamento attivo e paziente.

L'Albero da Frutto: la previdenza integrativa di ultima generazione. 

Io lo considero l'elemento nutriente essenziale, capace di offrire sostegno extra e stabilità quando le energie inevitabilmente declinano.  

Lo strumento più conosciuto per la previdenza integrativa è il fondo pensione, che permette di accantonare risorse durante la vita lavorativa per avere un'entrata in più, una volta in pensione. Io consiglio l'adozione di una previdenza integrativa di ultima generazione, che supera definitivamente l'approccio frammentato dei compartimenti stagni, procedendo invece in modo integrato e strategico:

Ottimizzazione massima della pensione pubblica obbligatoria, per massimizzare i benefici di base.

Analisi e pianificazione accurata delle esigenze finanziarie familiari, per una visione completa.

 Gestione finale dell'integrazione previdenziale, come coronamento di un piano coerente. 

Questa impostazione globale, evita molti errori comuni. Un esempio tipo è il classico modo di agire per "compartimenti stagni" dove accade che si sottoscriva un fondo pensione e dopo qualche anno si avvia un finanziamento per acquisti come un'auto o un mobile, annullando di fatto i vantaggi accumulati. I soldi che entrano in famiglia sono limitati e devono essere gestiti in modo intelligente e coordinato per un vero equilibrio.

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La Siepe: il fondo sanitario integrativo.

Io la considero la barriera essenziale che protegge il giardino della nostra vita dal vento impetuoso delle spese mediche impreviste.

La salute rappresenta il bene primario, soprattutto in età avanzata. Per salvaguardarla, esistono essenzialmente due percorsi: accumulare soldi nella speranza che siano sufficienti, o aderire a un Fondo Sanitario Integrativo che offra assistenza qualificata e affidabile. Tuttavia, io insisto: questa scelta non deve essere casuale. Un Fondo Sanitario di valore autentico deve soddisfare tre requisiti fondamentali, che ritengo imprescindibili:

NON prevedere questionari sanitari all'ingresso, per garantire accessibilità universale.

NON consentire alla compagnia di inviare disdette in caso di malattie croniche, assicurando continuità e protezione duratura.

NON includere coperture superflue, ma focalizzarsi esclusivamente su quelle vitali, come i Grandi Interventi e l'Alta Diagnostica.

Per una decisione informata e ottimale, la selezione di un Fondo Sanitario richiede inevitabilmente il supporto di uno specialista qualificato.

La Pianta Curativa: la polizza gravi infermità.

Io la vedo come il rimedio d'emergenza, pronto a intervenire se la salute dovesse vacillare in modo grave. 

Oltre alle spese mediche ordinarie, persiste il rischio della non autosufficienza (Long Term Care). Anche qui la scelta è tra l'auto-assicurazione (mettere via i soldi nella speranza che bastino) o il trasferimento del rischio tramite una una polizza dedicata.

La sottoscrizione della polizza durante la fase lavorativa, fa sì che il costo sia abbordabile, attendere troppo per la sottoscrizione, spesso, rende questa strada impraticabile.

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I Fiori Perenni: le relazioni (amici, famiglia, affetti).

Richiedono acqua ogni giorno, ma sono loro ad attirare la vita, a dare colore e a garantire che qualcuno venga a visitare il tuo giardino.

Quando si parla di pensione si citano date, importi e coefficienti, dimenticando che la solitudine è il nemico numero uno. Coltivare le relazioni di valore non significa solo "socializzare", ma costruire una rete di affetti reali (famiglia, amici, ex colleghi). Un conto in banca ricco non può sostituire qualcuno che ti tiene la mano o ti aiuta nel momento del bisogno. I fiori vanno innaffiati oggi per vederli fiorire domani.                                                          

Il Vero Segreto: non è necessario avere un orto botanico completo.

I manuali tradizionali sostengono che si debba possedere ogni elemento: la quercia più alta, i frutti più succosi, la siepe più folta.

Io dico: non è affatto così.

La strategia vincente non risiede nella perfezione, bensì nella consapevolezza profonda. È possibile giungere alla vecchiaia con un giardino composto da una Quercia (la pensione statale) e da Fiori (le relazioni), senza aver piantato alberi da frutto o siepi. Si tratta di un giardino povero economicamente? Certamente. È un giardino fallimentare? Assolutamente no, a patto che tale scelta sia stata compiuta con piena consapevolmente.

Ecco due esempi di "Giardiniere Consapevole", che illustrano questo principio:

Il Giardiniere dell'Abbondanza Solitaria:

Ha coltivato enormi querce e frutteti (soldi e rendite). Ha trascurato i fiori (relazioni). Sa che avrà ogni comfort materiale, ma sa anche che dovrà pagare dei giardinieri (badanti) per godersi il parco, perché nessuno verrà gratis. Se questa è stata una decisione deliberata, la serenità futura sarà garantita.

Il Giardiniere del Cuore:

Consapevole delle risorse limitate per gli alberi da frutto, ha concentrato ogni sforzo sulla cura dei fiori (figli, amici, comunità). Sa che la pensione sarà modesta, ma anche che il giardino sarà sempre animato da persone pronte a offrire supporto. Ha privilegiato la solidarietà rispetto alla rendita finanziaria, e questa scelta consapevole gli assicura equilibrio e pace. 

Conclusione: l'unico errore è l'incuria.

Il disastro avviene solo quando si arriva al cancello del giardino tra vent'anni e si rimane sorpresi da ciò che vi si trova. Se vi è solo la Quercia, priva di fiori e frutti, e ne deriva un lamento per la solitudine e la scarsità, allora si vivrà di rimpianti. Non per l'assenza delle piante in sé, ma perché non si è scelto consapevolmente cosa coltivare. Sta a ciascuno decidere se curare due, tre o tutte e cinque le tipologie di semi. Ma è essenziale farlo ora. In questo modo, qualunque sia il risultato, il giardino che emergerà sarà esattamente quello progettato con intenzione.

Iniziate dal calcolo della pensione futura, per comprendere quali elementi integrare nel proprio ecosistema.

Procedete senza esitazioni!